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26 luglio 2014

POZZO BURANO: MOBILITAZIONE GENERALE

Domenica 27 luglio a Cagli l’occupazione Pacifica del Pozzo del Burano
A partire dalle ore 18.00 nel piazzale adiacente il Pozzo del Burano una manifestazione di protesta pacifica contro il Progetto di Piano regolatore degli Acquedotti della Regione Marche

Continua la mobilitazione del territorio contro l’approvazione del progetto di Piano regolatore degli Acquedotti della Regione presentato il 27/03/2014 con Deliberazione n. 238 del 10/03/2014 della Giunta Regionale.       
Dopo l’incontro pubblico “Non restiamo a Secco. Difendiamo la nostra acqua”, che lo scorso 4 luglio ha riunito oltre 200 persone al Bocciodromo di Cagli con l’obiettivo di “informare, unire e organizzare” si è creata una nuova rete di lavoro che unisce le Associazioni Go Giovani Oggi, Pro Nerone, Lupus in Fabula, Progetto Acqua, Coordinamento Provinciale Acqua Bene Comune e numerosi volontari delle Valli Bosso e Burano.
Il prossimo step, di un percorso che sta coinvolgendo sempre più energie nel territorio, è fissato per domenica 27 luglio alle ore 18.00 con un’occupazione pacifica del Pozzo del Burano, eletto a icona di una mobilitazione collettiva che rivendica una gestione più oculata delle risorse idriche del territorio. 
L’appuntamento, quindi, al Pozzo del Burano, un bacino acquifero profondo che, secondo il progetto di piano, potrebbe essere convertito da riserva strategica, dalla quale attingere solo in caso di emergenza,  a risorsa “ordinaria”, con prelievi fino a 300 litri al secondo.  Bypassando, di fatto,  la legge del 2006 che tutela le acque sotterranee, considerandole RISERVE STRATEGICHE .
La posizione del gruppo è chiara e condivisa:  vietare qualsiasi tipo di prelievo a fini ordinari, di qualsiasi entità, che potrebbe spianare la strada ad adduzioni sempre più consistenti,  alla quale, al momento, non corrispondono garanzie credibili rispetto ai possibili danni per gli ecosistemi.
L’invito è esteso a tutti gli abitanti dei 7 Comuni della Comunità Montana e alle relative amministrazioni per dimostrare, in maniera pacifica e consapevole, che il territorio è informato, unito e determinato ad opporsi ad un progetto di piano che rischia di annientare risorse ambientali dal valore inestimabile.
L’occupazione non ha un colore politico. L’unico colore ammesso sarà il blu e tutte le sue gradazioni con un invito a tutti i dimostranti di presentarsi con una maglia o accessorio di quel colore.
Durante la giornata sarà presente anche il neo nato Comitato per la Difesa delle Acque del Catria e del Nerone che proporrà i moduli per una raccolta firme contro l'adozione del Progetto di Piano Regolatore già partita nel territorio.

23 luglio 2014

ANCORA MINACCIATE LE ACQUE DEL POZZO BURANO

La preoccupazione dei cittadini dell'entroterra pesarese si traduce in mobilitazione dopo la bozza di delibera della Giunta regionale che vuole sfruttare la risorsa del Pozzo Burano dandola in gestione diretta a Marche Multiservizi.
Nell'attesa di definire dettagli dell'occupazione pacifica del pozzo del Burano che si terrà domenica 27 luglio alle ore 18.00 nel piazzale adiacente il Pozzo del Burano della quale seguiranno foto e programma di massima, si rende pubblico un comunicato sulla posizione del gruppo di lavoro che unisce l'associazione Go giovani Oggi, Coordinamento Acqua Bene Comune, Lupus in Fabula, Progetto Acqua, Volontari della Valle del Bosso e del Burano.
Dopo l’incontro pubblico “Non restiamo a Secco. Difendiamo la nostra acqua”, che lo scorso 4 luglio ha riunito oltre 200 persone al Bocciodromo di Cagli, continua la mobilitazione del territorio contro l’approvazione del progetto di Piano regolatore degli Acquedotti della Regione presentato il 27/03/2014 con Deliberazione n. 238 del 10/03/2014 della Giunta Regionale.
Il prossimo step, di un percorso che sta coinvolgendo sempre più energie nel territorio, è stato ipotizzato per domenica 27 luglio alle ore 18.00 con un’occupazione pacifica del Pozzo del Burano, eletto a icona di una mobilitazione collettiva che rivendica una gestione più oculata delle risorse idriche del territorio.
Nell’attesa di definire in maniera precisa la logistica della giornata e il programma di massima,  e in relazione all’imminente incontro organizzato dalla Comunità Montana con i Comuni, gli organizzatori (Associazioni Go Giovani Oggi, Pro Nerone, Lupus in Fabula, Progetto Acqua, Coordinamento Provinciale Acqua Bene Comune e numerosi volontari delle Valli Bosso e Burano) ci tengono a precisare la loro posizione:
“Chiediamo spiegazioni su quanto riportato nel Messaggero del 19 luglio, in riferimento al documento da inviare in Regione redatto dai sette comune convocati dal Presidente Massimo Ciabocchi. Nell’articolo si riporta: ‘l’obiettivo è quello di vietare il prelievo d’acqua a fini ordinari dal pozzo del Burano o, perlomeno, di limitarlo rispetto gli ipotizzati 300 litri al secondo’. Questa apertura verso nuovi prelievi, anche se di minor entità rispetto a quelli oggi previsti , a nostro avviso è un grave errore. Infatti spianerebbe la strada ad adduzioni sempre più consistenti senza considerare che non sono ancora state date garanzie credibili rispetto ai possibili danni per gli ecosistemi. Inoltre, se si vuole conseguire un risultato che tuteli il nostro territorio, non ha senso che tale documento contenga il secondo obiettivo, captazioni minori a 300 l/s, perché si avvicina e asseconda ciò che viene previsto dal piano. Di conseguenza il primo obiettivo, che vieta il prelievo a fini ordinari, non verrebbe minimamente preso in considerazione. Quindi ci discostiamo e ci opponiamo a questa eventuale apertura, controproducente verso quello per cui stiamo lottando. In considerazione di quanto sopra riportato si chiede a tutte le Amministrazioni coinvolte di: dichiarare senza ambiguità la propria posizione in merito al problema; sostenere e promuovere, presso al Regione, la richiesta di stralcio del Piano Acquedotti e la sua nuova rielaborazione sulla base di parametri che non siano solo la ricerca della soluzione più facile, ma quelli di una ragionata, scientifica, partecipata e trasparente gestione del territorio; di rendere accessibile la prossima riunione dei Comuni autorizzando la presenza di un pubblico di cittadini o, in alternativa, accettando la diffusione in streaming della seduta o verbalizzando e pubblicizzando, in tempi brevi, i contenuti del confronto.